I colori del packaging: seconda parte

Nel momento in cui si definiscono le basi per la progettazione di un packaging, è importante prendere in considerazione il forte legame tra alcuni colori e le sensazioni che questi possono trasmettere al consumatore incidendo così successivamente sulle vendite e sulla percezione del prodotto.
Nel primo articolo sui Colori del Packaging sono state prese in considerazione le tonalità calde, quali il rosso, l’arancio e il giallo. Qui faremo una riflessione sul simbolismo dei colori.

E’ necessario tenere in considerazione che i colori possono avere diversi significati in base alla cultura del popolo.

Da una parte si può scegliere se seguire la regola associativa dei colori rafforzando così la comunicazione del packaging, ma dall’altra parte, talvolta, si potrebbe scegliere di andare contro corrente in modo da favorire la riconoscibilità del marchio.

L’occhio del potenziale consumatore infatti si muove alla ricerca di segnali che corrispondano ai suoi bisogni: nel compiere questa azione, spesso inconscia, è supportato da un allenamento “silente” sviluppato in anni di acquisti e pubblicità. Ecco perchè la definizione del codice colore di un packaging deve rispondere ad un concetto di funzionalità e riconoscibilità prima ancora che di estetica.

Il colore quindi deve essere pensato come “segno“, composto da significante e significato: il primo è la gradazione di luce e il secondo è ciò che varia di caso in caso. Sono aspetti fondamentali dai quali muovere per la progettazione di un packaging di prodotto: colori, linee, forme e superfici sono elementi, anche nelle loro infinite variazioni, di una grammatica minima, di un codice base, che attraverso interazioni con i consumatori e accostamenti tra loro evocano riferimenti astratti che portino alla tipizzazione, al riconoscimento, all’identificazione del prodotto e alla sua circolazione comunicativa.