Videomaking e coinvolgimento

Il video è uno strumento chiave nel mondo della comunicazione, specialmente nell’era digitale e dei social network.

Per costruire e veicolare un messaggio efficace è necessario domare e architettare le clip con intelligenza e funzionalità.

Un filmato troppo lungo può risultare prolisso e venire meno al proprio scopo: catturare l’attenzione dell’utente. Senza questa è impossibile depositare nella sua esperienza visiva un’emozione o un’informazione.

Prima ancora di cliccare “play” l’utente medio rivolge la propria attenzione a tre elementi: il titolo della clip, la thumbnail (cioè l’anteprima, l’immagine scelta come vetrina) e la durata, il fattore probabilmente più determinante nella scelta dell’utente.

Il fruitore della rete non ha tempo da perdere, lo sappiamo bene. Quindi, ogni volta che si inizia un progetto di video-making, bisogna porsi delle domande fondamentali come “Che tipologia di video devo realizzare?” e soprattutto “Quanto deve durare?”

A quest’ultima domanda la risposta più ovvia è “il più corto possibile”. La durata ottimale però varia molto per tipologia di video; ad esempio una pubblicità o uno spot commerciale è bene che si sviluppi in un lasso temporale che vada dai 15 ai 59 secondi, mentre un crowdfunding video (filmato promozionale di una start-up che ha come fine la raccolta fondi) non deve superare i 2:50 minuti.

È importantissimo sintetizzare i contenuti e veicolare il messaggio nel più breve tempo possibile come scrive Yoav Hornung, co-fondatore e CEO di Veed.me