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Siri, Ok Google e il nuovo approccio ai motori di ricerca

Che la navigazione da dispositivi mobile sia diventata il perno attorno al quale i motori di ricerca facciano ruotare la maggior parte dei loro investimenti (Google e Apple per primi), è ormai una certezza che testimonia il radicale cambiamento nel rapporto tra uomo e “macchina”.

Su scala mondiale, il 20% delle interrogazioni mobile verso Google sono effettuate con la voce (fonte: Google, durante il Google I/O), mentre nel panorama italiano questo dato sale al 46% per le ricerche da smartphone e al  36% per i possessori di tablet (fonte Find)

Dettare è molto più veloce che scrivere, e consente di effettuare una ricerca vocale mentre si hanno le mani impegnate o lo sguardo è concentrato su altro, utilizzando smartphone o werables e l’evoluzione degli assistenti vocali assicura una riconoscibilità delle parole con un tasso di errore molto basso (8%)

Ma qual’è il rapporto tra ricerche vocali e SEO?

Abbiamo ricordato come il dettare sia un atto più immediato dello scrivere: a questo aggiungiamo che si tratta anche di un atto più spontaneo e naturale, quindi la formulazione delle richieste agli assistenti vocali (Siri, Cortana, Alexa…) sarà molto simile a quello di una normale conversazione.

Le combinazioni di parole utilizzare per una ricerca on line diventano sempre più spesso delle domande vere e proprie: “meteo a Grosseto” diventa “che tempo fa domani a Grosseto?”

A questo primo dato affianchiamo una seconda considerazione: l’intenzione della ricerca. Effettuando ricerche da dispositivi mobile gli utenti cercano risposte veloci e chiare per bisogni quasi sempre immediati o circostanziali.

Fondamentali diventano quindi il contesto, le ricerche precedenti, i luoghi visitati in precedenza, la localizzazione attuale, il dispositivo, tutti fattori che, assieme a molti altri, vengono analizzati da Hummingbird, l’algoritmo di Google, per rispondere alle ricerche degli utenti.

Si comincia a delineare uno panorama, per l’attività SEO, dove le pagine debbano presentare testi più naturali e tono conversazionale, quindi domande e long-tail queries piuttosto che essere ottimizzate per short-tail keyoword.

For Google UX on content is a very important SEO Ranking Factor
— Fili Wiese, Search Marketing Connect, dicembre 2016

L’efficacia della propria comunicazione on line si basa sempre di più quindi sulla comprensione degli utenti (dei propri utenti), dei loro bisogni, del contesto e dei problemi per cui cercano risposta.

Esistono però alcuni aspetti legati alle ricerche vocali che devono essere considerati, come:

  • privacy: non tutte le ricerche possono essere effettuate a voce alta, magari in una piazza affollata (lascio alla vostra immaginazione gli esempi), ed è quindi indispensabile se gli argomenti che intendiamo trattare possano essere di difficile spendibilità pubblica; in questo caso le attività SEO da mettere in campo saranno diverse.
  • digital divide: si, lo so….siamo nel 2017 e il termine dovrebbe essere obsoleto, ma in realtà è un argomento ancora molto importante e per tanti aspetti scottante. L’invio di richieste vocali e le successive risposte attese dall’utente sono vincolate alla presenza di connessione e di un piano dati
  • rumore: quando si effettua una ricerca vocale, il rumore di fondo incide molto sulla capacità di comprensione degli assistenti vocali ma l’evoluzione tecnologica di microfoni e software di esclusione del rumore ha raggiunto livelli davvero impensabili fino a pochi anni fa
  • correzioni automatiche:  per quanto la ricerca vocale sia più immediata e naturale di una ricerca testuale, il ruolo del correttore automatico degli assistenti è ancora importantissimo, soprattutto se messo in relazione con la possibile difficoltà di acquisizione della richiesta dovuta all’ambiente in cui ci si trova.

UX e Vocal search

Nella definizione di un progetto web, la UX deve tener presente quanto detto fino ad ora, utilizzando software di analisi come i tool di ricerca keyword e tool per la creazione di sondaggi, elaborando contenuti nell’ottica voice search, quindi contenuto scritti per le persone piuttosto che per googlebot.

La regola fondamentale è, e sarà sempre più, porre l’utente e le sue esigenze al centro della propria comunicazione, fornendo risposte immediate a ricerche concrete.

 

Mariano Duca – Digital Project Manager